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Tamagotchi On, torna il gioco cult anni ’90

14 Maggio 2019 in Mondo Geek

Quando eravamo lontanissimi dai giochi su smartphone (o in generale da vedere cellulari che pesassero meno di quindici tonnellate), più di vent’anni prima che Google decidesse che anche le console sono da scartare, un sacco di tempo prima che mi rendessi conto di quanto tempo è passato dalla mia infanzia ed iniziassi a deprimermi, c’era il Tamagotchi.

Dovevo ancora comprare il Game Boy Color per giocare a Pokèmon Giallo (la nostalgia per il mio Charizard è tale che mi vedrò costretto a guardare Detective Pikachu), ma un animale tascabile di cui prendermi cura ce lo avevo già. Anche se non ero molto bravo, mi dimenticavo spesso e finivo sempre per resettare e ripartire da capo. Ma basta con i miei traumi elettronici. Il punto è che i Tamagotchi sono tornati, per far sentire in colpa una nuova generazione.

tamagotchi on

(immagine da Bandai.com)

Tamagotchi On torna, più di vent’anni dopo l’originaleL’azienda giapponese Bandai inventò il primo Tamagotchi nel 1996, e ventitré anni dopo torna con un nuovo prodotto, reinvenzione dell’originale. Tamagotchi On assomiglia molto al suo lontano parente (nonno? I videogiochi invecchiano velocemente), ma con qualche essenziale modifica.

Il vecchio schermo in bianco e nero è stato sostituito con uno pieno di colori. Ed il prezzo è levitato: se nel 1997 si poteva comprare un Tamagotchi per 24900 lire (per i più giovani, non era tantissimo), il Tamagotchi On costerà 59,99 €. Ed arriverà, stando al sito ufficiale di Bandai, fra 75 giorni circa.

Come funziona il Tamagotchi On

Ma la struttura del gioco rimane la stessa: tre bottoncini in fondo all’ovetto di plastica permettono di gestire il proprio cucciolo di alieno. Questo Bandai lo fa probabilmente per suscitare un po’ di nostalgia nei genitori di oggi, ma anche per far conoscere ai bambini il gusto dei giocattoli retro.

Per chi non si ricordasse, o non abbia mai sentito parlare dell’originale, i Tamagotchi sono dei piccoli alieni digitali di un pianeta lontano (chiamato con enorme fantasia Pianeta Tamagotchi). Accendendo il gioco, troverete un uovo che dovrete far schiudere, per far nascere l’alieno. A quel punto dovrete dar da mangiare, pulire, giocare con il vostro piccolo Tamagotchi, per farlo crescere. Il vostro piccolo giocattolo suonerà ad ogni ora del giorno, per ricordarvi di accudire il vostro cucciolo.

Tamagotchi On funzioni

(immagine da bandai.com)

Una volta cresciuto, potrete farlo sposare con un altro suo simile (fra le lacrime di tutti gli invitati), e produrre un altro uovo per ripartire da capo. (E no, se ve lo stavate chiedendo, non si vede niente quando due Tamagotchi si riproducono, pervertiti. Ma anche se io non ho il coraggio di farlo, immagino che si possa trovare un sacco di materiale che distruggerà la vostra infanzia su Internet. Distruggere la vostra infanzia è l’obiettivo principale del web).

Non ho idea se questa di Bandai sia o meno un’idea intelligente. Le nuove generazioni sono così abituate a toccare uno schermo per giocare, che il Tamagotchi rischia di essere un giocattolo che guarderanno per dieci minuti, prima di lanciarlo frustrati in mezzo alla stanza. Per me, è più probabile che i genitori poi lo raccolgano e ci giochino al posto dei bambini.

Voi cosa ne pensate? Avevate un Tamagotchi crescendo? Non avete seguito il mio avvertimento sul non cercare le immagini erotiche sui Tamagotchi, ed ora vi sentite svuotati dentro e state gettando tutti gli specchi di casa, per che non riuscite più a guardarvi in faccia? Fatecelo sapere nei commenti!

 


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