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Spotify darà ai podcasters moltissimi dati utente

14 Agosto 2019 in News

Spotify vuole davvero rivaleggiare con Apple per diventare la casa dei podcast di tutto il mondo. Ma per farlo, ha bisogno di portare un gran numero di podcaster sotto il suo tetto. Quindi ieri ha lanciato Spotify per Podcasters, una dashboard che permette di vedere i gusti musicali degli ascoltatori, ma anche dati sensibili come età, genere, posizione e utilizzo dell’app.

Anche la piattaforma Podcast di Apple offre alcune analitiche degli utenti, ma niente di altrettanto dettagliato.

Spotify per podcasters

(Immagine da Spotify)

Spotify vuole diventare la casa per i Podcasters

Finora, circa 100 mila podcast hanno aderito alla beta del programma. Tuttavia, Spotify al momento ha più di 450 mila show in catalogo, e adesso che l’azienda è pronta a fornire una versione stabile della dashboard, punta a portare la maggior parte dei podcasters sulla propria piattaforma. Infatti, sebbene la dashboard sia solo in lingua inglese, è accessibile globalmente.

I podcasters su Spotify hanno da tempo lamentato la mancanza di dati utili per mirare al meglio le campagne pubblicitarie sui propri podcast. E la piattaforma di streaming musicale si trova nella perfetta posizione per fornir loro i dati di cui hanno bisogno. Ogni ascoltatore infatti ha un account registrato su Spotify (o forse ha avuto accesso con Google o Facebook, il che fornisce ancora più dati).  Ad ogni iscrizione Spotify chiede di compilare una piccola anagrafica, che serve all’azienda per capire i gusti musicali in base a genere o età.

E Spotify ha tutta l’intenzione di fornire il maggior numero di dati possibili ai creatori, pur di legarli alla propria dashboard.

Il futuro dei podcast su Spotify

Ovviamente, Spotify non fornirà ai podcasters tutti i dati in suo possesso. Però darà libero accesso ai dati più utili per cercare di vendere al meglio gli spazi pubblicitari all’interno dei podcast, ed in generale migliorare l’offerta degli show, valutando i gusti dei propri followers.

Per il momento, l’azienda non ha intenzione di vendere direttamente gli spazi pubblicitari, come fanno Google e Facebook. Ma questa sembra la traiettoria che hanno deciso di prendere: lavorare con i podcasters per migliorare gli algoritmi di selezione, per poi diventare un marketplace per la pubblicità.

Di certo, c’è che sia Apple che Spotify hanno osservato quanto potenziale profitto ci sia nei podcast, che solo negli ultimi anni negli Stati Uniti stanno uscendo dal mondo indie. E per adesso sembra che Spotify voglia portare sulla propria piattaforma il maggior numero possibile di show, per allargare il proprio bacino utenti.

Questo comporta non poche preoccupazioni per la privacy, visto soprattutto che l’anonimato dei dati su Internet è solo un mito. Ma è anche un’ottima opportunità di guadagno per molti podcasters, che potranno usare questo tipo di dati per migliorare il proprio show.


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