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Sonos denuncia Google per aver copiato i suoi smart speaker

8 Gennaio 2020 in News

Sonos, una delle aziende più note nel mondo degli speaker e dell’home theatre, ha fatto causa a Google per aver, secondo loro, copiato dei loro brevetti sulla tecnologia alla base dei suoi smart speaker. The New York Times riporta che l’azienda avrebbe depositato due denunce, accusando Google di aver copiato cinque brevetti sul design dei suoi speaker wireless.

sonos contro google smart speaker

Sonos afferma che Google Home sarebbe una copia di un suo brevetto

Sonos afferma che Google avrebbe sottratto i progetti per i suoi speaker “multiroom” dopo averci avuto accesso durante una parthership commerciale nel 2013. Le due aziende stavano collaborando per portare sugli speaker Sonos il supporto a Google Play Music. L’accusa sostiene che Google abbia utilizzato la tecnologia coperta da brevetto a cui aveva avuto accesso per sviluppare la linea di dispositivi Chromecast Audio (ora fuori commercio), per poi continuare a sviluppare sugli stessi progetti anche la linea di smart speaker Google Home e Pixel.

Nel frattempo, Sonos sostiene che Google abbia venduto i propri dispositivi a prezzo ridotto, per utilizzarli per estrarre dati dai compratori.

Sonos sostiene di aver ripetutamente avvisato Google del comportamento da loro ritenuto scorretto. Fin dal 2016, anno in cui Mountain View ha debuttato la linea Home.  Nel testo della denuncia, compaiono numerosi articoli specializzati, in cui si mette in evidenza come molte delle feature lanciate da Google in questi anni fossero già state brevettate da Sonos. Fra queste, la sincronizzazione fra più speaker, la regolazione del volume di gruppo, la possibilità di connettersi ad una rete locale.

Il problema non sono i brevetti, ma la competitività del mercato

Inoltre, nell’articolo del Times Sonos aggiunge che non solo Google non ha ascoltato le loro proteste, ma ha cercato attivamente di metterle a tacere. Nell’articolo, si descrive come Sonos stesse sviluppando un device multipiattaforma (che potesse sfruttare sia Alexa che Assistente Google), quando Amazon e Google hanno fermato sul nascere il progetto, minacciando di togliere il supporto a tutti i dispositivi Sonos. (Sonos ha dichiarato di non aver denunciato anche Amazon solo perché sarebbe troppo dispendioso fronteggiare due cause contemporaneamente).

Quest’ultima dichiarazione, fa capire come la disputa sia più grande dei brevetti chiamati in causa. Il punto più volte sollevato da Sonos, riguarda le pratiche oppressive del mercato messe in pratica dai giganti della Silicon Valley. Sonos ha recentemente acquisito un AI privato per competere con Alexa e Assistente Google, chiamato Snips.

Sembra quindi che l’azienda voglia ritagliarsi più spazio possibile, in mezzo a questi giganti che schiacciano il mercato. Mercato in costante espansione, quello degli assistenti vocali, e che attira su di sé tanti dollari quante critiche.

Non sappiamo quante siano le probabilità che la disputa finisca in tribunale. Di certo è probabile che le aziende risolvano la questione privatamente, è per questo che hanno avvocati pagati tanto generosamente. Per chi di voi volesse dare un’occhiata più da vicino ai documenti, qui trovate il testo della denuncia.


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