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Scorsese spiega perché i film Marvel non sono cinema

6 Novembre 2019 in Mondo Geek

Martin Scorsese, che se esistesse un Monte Rushmore per i cineasti avrebbe la sua immagine scolpita nella pietra, ha suscitato parecchio scalpore di recente, quando ha affermato che i film Marvel non sono cinema. Una lettera aperta a The New York Times del regista spiega la sua posizione, artistica e politica.

scorsese taxi driver

Chiunque di voi ami il cinema (e conosca abbastanza bene l’inglese), non può non dare una lettura alle parole di Scorsese, che riesce ad inserire una lettera d’amore al cinema della sua infanzia e al cinema moderno, mentre spiega il perché delle sue parole al veleno.

Parole che il regista non si rimangia, sebbene precisi di non aver avuto intenzione di insultare i registi e gli attori che lavorano nell’MCU. Ma le spiega dando una doppia motivazione, la prima che riguarda il cinema come forma d’arte, la seconda l’ambiente politico e commerciale del cinema di oggi.

Cinema d’arte e giostre

La prima critica di Scorsese al mondo Marvel, o più in generale dei franchise Disney, ha a che fare con la sua definizione di arte. Il regista ricorda come, negli anni ’70, lui ed altri registi (Coppola o lo stupratore latitante Polanski), avessero lottato per definire i film come forma d’arte al pari della musica o della letteratura. E per farlo non avevano lavorato solo sul mezzo estetico, ma avevano cercato di mettere personaggi complessi e dal forte impatto emotivo al centro delle loro storie. Provo ad emozionare, a sconvolgere.

Per il regista di Toro Scatenato, il peccato capitale dei film Marvel è che non prendono il rischio di essere davvero artistici. L’autore afferma che anche i film di Hitchcook, oggi considerati classici imprescindibili, erano una specie di franchise quando era bambino. Ma al centro di quei film c’erano storie umane, che prendevano rischi, e che soprattutto erano scelte forti che Hitchcook prendeva. Scelte artistiche.

hitchcook su una giostra

Hitchcock sul set di “L’altro uomo”, il cui climax avviene su una giostra

Secondo Scorsese, oggi i film in franchise sono prodotti sviluppati per rispondere a domande di mercato, testati con audience prima di essere rilasciati, modificati per rispondere al palato di tutti. Si riceve esattamente quello che ci aspetta, e niente di più. Niente di nuovo.

Per Scorsese, Disney è quasi un monopolio

Immaginando le obiezioni del proprio interlocutore, il regista si chiede: “qual è il problema? Non guardarli”. Che è effettivamente una domanda lecita. La risposta di Scorsese ha più a che fare con la politica dei grandi Studios che con la forma artistica che è il cinema.

Scorsese dice che i film in franchise, specie di Disney, sono una fetta troppo enorme del mercato. Non solo fanno incassi da record, ma occupano più di un terzo dei weekend nelle sale cinematografiche, portando la maggior parte delle sale a non proiettare film per cui l’incasso è meno sicuro.

Ed è un problema di cui, nell’industria cinematografica, si parla spesso. Fra i primi 10 film per incassi di quest’annoUs di Jordan Peele è l’unico film che non è parte di un franchise. E Scorsese non crede sia solo una questione di mercato, sostenendo che se i film in franchise sono l’unica cosa che c’è al cinema, è normale che facciano più incassi.

Quindi Scorsese ha ragione?

Rispondendo a caldo alle parole di Scorsese dopo l’intervista ad Empire del mese scorso, avevo detto che il cinema è necessariamente intrattenimento, oltre che arte, e che alcuni film sui supereroi sono tanto ben fatti da non meritarsi di essere insultati. E la penso ancora così, anche se è vero che, fra i film in franchise che apprezzo, al primo posto ci sono quelli che hanno preso rischi. Come Il Cavaliere Oscuro. 

Ma la questione più significativa che sta ponendo Scorsese è interessante, ed importante. Disney ha evidentemente trovato la ricetta per fare film che piacciono a tutti, pur non essendo film coraggiosi. E film come Jokerche anche se non piacciono fanno comunque pensare, sono più un’eccezione che una regola.

Ci stiamo abituando ad un cinema fatto solo di blockbuster, cotti con una ricetta fissa, lasciando il nostro buon gusto a casa per guardare film coraggiosi su Netflix (dove Scorsese debutterà il suo The Irishman)?


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