Netflix: i migliori show sono cartoni animati

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Netflix sembra non avere nessuna intenzione di diminuire il ritmo della sua espansione. Solo quest’anno ha commissionato 700 serie TV originali, è ha portato nel nostro Paese un sacco di altri show, sottraendoli a Sky o Mediaset. Ed è innegabile che ha avuto un enorme impatto sociale: sembra sempre sulla bocca di tutti, fosse anche solo per gli spoiler di prodotti ancora inediti.

Per un amante della televisione di alta qualità, il palinsesto di Netflix è sicuramente all’altezza, ma c’è una cosa che non può perdersi: le serie d’animazione.

Il mondo dell’animazione prima di Netflix

Sono lontanissimi i tempi in cui i Simpsons (che celebrano il loro 30° compleanno) erano l’unico show animato per adulti. Il successo senza precedenti del cartone animato di Matt Groening, che con le sue prime esilaranti dieci stagioni ha rivoluzionato la comicità americana, ha partorito più di un erede.

A fine anni Novanta nacquero South Park (che ancora va fortissimo), I Griffin (e dopo il successo del “family guy”, le altre creature di Seth MacFarlane American Dad e lo sfortunato Cleveland Show). Lo stesso Matt Groening diede alla luce Futurama, che non è stata longeva quanto i suoi gialli fratelli, ma è altrettanto divertente.

Tutti show della Fox, tutti trasmetti in Italia da Mediaset prima e Sky poi. Ma negli ultimi anni la “adult animation” ha visto un vero e proprio rinascimento, e il responsabile unico (almeno in Italia) è Netflix.

Disincanto (prima stagione)

Disincanto, la nuova serie di Matt Groening su Netflix

Disincanto, la nuova serie di Matt Groening su Netflix

Perfino lo Yoda dell’animazione, il Gran Maestro Matt Groening ha deciso di utilizzare Netflix per lanciare la sua ultima creazione, e sembra che l’abbia fatto con cognizione di causa. Conscio della tendenza degli utenti al binge-watching, ha deciso di abbandonare la struttura tipica da sit-com, dove tutto torna alla normalità per la fine dell’episodio, per addentrarsi in una narrativa più moderna.

I protagonisti (una principessa alcolizzata, un elfo ribelle e un demone dal cinismo pungente) evolvono durante le dieci puntante, insieme ai mille personaggi secondari tipici di Groening. Certo, gli archi dei personaggi non tolgono mai spazio alle battute e all’azione, ma ci si affeziona velocemente. Sebbene, almeno per ora, nessuno di loro può prendersi il posto di Homer o Bender nel pantheon della comicità animata.

Big Mouth (seconda stagione in uscita il 5 Ottobre 2018)

Big Mouth, la seconda stagione uscirà il 5 Ottobre

Big Mouth, la seconda stagione uscirà il 5 Ottobre

Pronta al lancio per la seconda stagione, Big Mouth ha sorpreso tutti l’anno scorso. La serie ha saputo promuoversi al meglio sui social, grazie all’hashtag #puberme, che ha visto molte star statunitensi pubblicare le proprie foto da adolescenti, ed è stata un successo. Di sicuro ha aiutato il cast stellare della versione americana: John Mulaney (che ha sbancato gli Emmy con il suo stand-up speciale), Nick Kroll (co-creatore della serie), ma anche Jordan Peele, regista nominato agli Oscar con Get Out.

Ma interessantissimo, forse anche coraggioso, è il tema della serie: la pubertà. Tornando indietro coi ricordi, possiamo tutti capire perché quel periodo della vita possa dare adito alle più divertenti battute. C’è però da ammettere che Netflix è stata coraggiosa a dare “semaforo verde” a questa serie. Non tutte le emittenti televisive sarebbero state a loro agio nel mettere in palinsesto uno show che parla così candidamente di pornografia, masturbazione e ciclo mestruale.  E se volete biasimarli, provate a parlarne a tavola!

Ciò che conta, però, è che Big Mouth ha fatto ridere in tutti gli episodi, a volte, lo ammettiamo, con una risata piena di imbarazzo. Ma mai forzata.

Rick & Morty (terza stagione)

Rick & Morty, in Italia in esclusiva Netflix

Rick & Morty, in Italia in esclusiva Netflix

Unica serie non originale Netflix, ma per la quale la società californiana si è assicurata i diritti in esclusiva per l’Italia da Adult Swim, Rick & Morty è, tecnicamente, la più classica delle sit-com in quest’articolo. Scritta dal veterano di Community Dan Harmon e da Justin Roiland, che dà la voce ad entrambi i personaggi principali, la serie narra le avventure di una famiglia americana. Niente di più classico, no?

Beh, no. Perché della classica famiglia americana fa parte Rick Sanchez, nonno con la bava alla bocca, scienziato più intelligente del Multiverso e alcolista con tendenze suicide. E Rick non esita certo a portare il suo nipotino Morty, o il resto della famiglia, nelle sue avventure multidimensionali, che variano tanto da sembrare la versione sotto l’effetto di peyote dei viaggi di Gulliver. Ma che hanno sempre in comune una cosa: mettono in discussione la natura stessa dell’esistenza dei protagonisti, e dei loro (e nostri) valori più fondamentali. Niente è sacro per Rick: non la famiglia, non la religione, nemmeno la vita umana.

Ad essere onesti, potrebbe essere la serie più deprimente di Netflix, non fosse per il fatto che ogni battuta è esilarante, e la serie intera è scritta benissimo. Tanto bene quanto le prime stagione dei Simpsons, e non è un complimento che usiamo alla leggera. Tanto, ma tanto bene, che Adult Swim ha confermato la serie per addirittura altri 70 episodi.

Bojack Horseman (quinta stagione)

Bojack Horseman è uno dei gioielli di Netflix

Bojack Horseman è uno dei gioielli di Netflix

Se c’è qualcuno che può competere con Rick & Morty per il titolo di serie più dark (e intelligente) di Netflix, è senza dubbio Bojack Horseman. Creata da Raphael Bob-Waksberg (che curerà la sceneggiatura del nuovo Lego Movie 2, in uscita il prossimo anno), ha un cast spaziale, per la versione in lingua originale: Will Arnett, di Arrested Devolpment; Aaron Paul, il Jesse di Breaking Bad; Alison Brie, Community, Mad Men, Glow. E un numero incredibile di guest star da urlo, fra cui Whoopi Goldberg e J.K.Simmons, tanto per nominare solo i premi Oscar, segno che Netflix non ha intenzione di badare a spese per questo gioiello dell’animazione.

La serie segue il cammino, pieno di ricadute e azioni riprovevoli, di Bojack, cavallo dal corpo umano che negli anni ’90 era la star di una sit-com, ed ora è un drogato pieno di odio verso se stesso. E anche tralasciando i sempre presenti amplessi fra gli animali personificati e i personaggi umani, che in America hanno portato lo show ad essere accusato di normalizzare la zoofilia, il cartone difficilmente potrebbe essere più “da adulti”. Fra i temi affrontati dalla serie troviamo la dipendenza da sostanze, la depressione, la malattia mentale, la pedofilia, l’aborto. Neanche questi sono esattamente argomenti facili da discutere a cena.

Però lo show ne parla con intelligenza (forse ogni tanto celebrandosi un po’), e con sensibilità. Alcuni temi sono novità assolute per la TV, come il fatto che Todd (Aaron Paul) parli della sua asessualità, oppure il modo brillante con cui affrontano il tema dell’abuso di sostanze. Coraggioso, profondo, forse non vi farà scompisciare dalle risate (che pure non mancheranno) come gli altri show di questa lista, ma è innegabilmente un prodotto dalla qualità assoluta.

Un prodotto che difficilmente sarebbe sopravvissuto in una casa diversa da quella di Netflix. E sebbene dubitiamo che tutti e 700 gli show originali che hanno prodotto quest’anno siano su questo livello, quando si parla di cartoni animati per adulti, non possiamo che togliere lo scettro a Fox e consegnarlo a Netflix.

E voi, cosa ne pensate? Siete d’accordo? E cosa ne pensate dei cartoni animati Netflix che ci sono sfuggiti, come Archer e F is for family? Fatecelo sapere nei commenti.


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