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Joker, la nostra recensione senza spoiler

4 Ottobre 2019 in Mondo Geek

Ieri sera ho visto Joker. Anche la proiezione in lingua originale cui sono andato aveva riempito la sala, cosa insolita, e le chiacchiere fuori dal cinema facevano intuire quanta attenzione questo film avesse attirato su di sé, prima dell’uscita. Ma non credo che le chiacchiere dureranno a lungo, una volta che tutti gli interessati l’avranno visto. 

L’hype prima dell’uscita nelle sale era quasi surreale. Non era certo il film più atteso dell’anno (quel titolo è andato chiaramente ad Avengers:Endgame), ma era da molto che non vedevo tante persone, che di solito non si interessano di film sui fumetti, essere tanto curiose. Ma dopotutto, Joker ha vinto il Leone a Venezia, il che ha garantito al film un’aura aurea prima che qualunque critico potesse commentarlo. Ed inoltre, la discussione sulla “pericolosità” del film e del personaggio non hanno fatto altro che alimentare un interesse quasi morboso: il film è davvero deviato e macabro come dicono?

Il Joker di Joaquin Phoenix è da brividi

Ma la maggior parte dell’interesse non l’hanno suscitato i premi o le mail dei cinema che invitavano a non presentarsi in maschera o con armi giocattolo. Il fatto è che il Joker è un personaggio che affascina da sempre. Già dalla sua apparizione nel primo numero di Batman, o dal Joker della serie TV (George Romero, che rifiutava di tagliarsi i baffi e li copriva con il trucco). Tuttavia, il salto di qualità è arrivato con il cinema: tutti e tre i precedenti Joker del grande schermo hanno vinto un Oscar (anche se solo Heath Ledger per aver interpretato il Clown Principe del Crimine).

joker joaquin phoenix

Quindi togliamoci subito questa spina: Joaquin Phoenix è all’altezza delle aspettative. Se posso permettermi un giudizio personale, non è perfetto come quello del Cavaliere Oscuro, ma è decisamente un passo avanti rispetto alla poco ispirata interpretazione di Jared Leto in Suicide Squad.

Phoenix cattura lo schermo dal primo primo piano. Le sue risate (che sono mezzo milione nelle due ore di film) sono agghiaccianti, e quando il suo Arthur Fleck (il nome da “civile” del super-cattivo in questo film) ha degli scatti emozionali, tutta la sala tratteneva il fiato. La passione morbosa che trasuda in ogni scena ricorda il suo ruolo in The Master. Il problema è che Todd Phillips non è Paul Thomas Anderson.

La sceneggiatura e la regia non sono all’altezza dell’interpretazione di Phoenix

Scrivere un film con un super-cattivo socio e psicopatico non deve essere la cosa più facile del mondo. E forse è per questo che sceneggiatori e registi con un curriculum ben più illustre di Todd Phillips (al successo con la trilogia di Una notte da leoni) non l’hanno mai tentato. E sembra quasi che il regista, che ha scritto il copione con Scott Silver (The Fighter), sentisse il peso del compito che si era assegnato mentre scriveva.

Il risultato è che il film cerca di essere insieme Taxi Driver e un film sulle origini di un personaggio di Batman; cerca di essere politico e nichilista; terrificante ed umano. E non riesce bene ad essere niente di tutto questo, soprattutto perché è “over written”, come direbbero a Hollywood. Per più di una volta la telecamera si è fermata su documenti o diari personali per farti leggere informazioni che, in un film artigianalmente migliore, sarebbe state inserite in una scena. E per più di una volta mi è capitato di immaginare la sequenza che sarebbe arrivata un minuto dopo; che non sarebbe stato un grosso problema, se quelle scene un po’ scontate non fossero durata dieci minuti l’una.

Mancavano un’idea precisa di dove portare la storia, e un po’ di finezza nel raccontarla. Ed è un peccato, perché alcune idee erano ottime: De Niro che si trova nel ruolo inverso rispetto a quello che aveva in The King of Comedy di Scorsese; la percezione alterata della realtà del futuro Joker; la risata e i balletti raggelanti di Phoenix.

joker poster

Quale idea sta dietro al Joker?

Ma più di ogni altra cosa, mancava un’idea coraggiosa dietro al personaggio. Phillips ha passato le ultime settimane a criticare la “sinistra estrema” (negli Stati Uniti?) e i perbenisti di ogni dove, dicendo che le critiche preventive al suo film erano frutto dell’ossessione per il politicamente corretto. Però nel suo film non c’è niente di politicamente scorretto, se non in abbozzo. La trama politica del film fa solo da sfondo, tanto che quando riemerge si rimane sorpresi.

Quello che manca, perché sia davvero un film che faccia discutere anche dopo la proiezione nelle sale, è un’idea forte dietro al personaggio. Il Joker de Il Cavaliere Oscuro sapeva benissimo chi era, e lo raccontava in un monologo agghiacciante dopo l’altro. Quello di Joaquin Phoenix è splendido da vedere, ma non sono sicuro sapesse cosa dire. E non solo perché non aveva battute memorabili.

Detto questo, il film merita di essere guardato. Mi rendo conto di aver dedicato più spazio alle critiche che ai complimenti, e rimango dell’idea che il 9,3 di media voto che ha sull’IMDB sia di almeno due voti più alto di quello che si merita. Però Joaquin Phoenix è uno dei migliori attori al mondo, e vale la pena guardarlo. E in alcune scene il reparto artistico del film ha fatto vedere le proprie qualità.

Mi aspettavo sarebbe stato un film da amare o odiare. Invece, è un film apprezzabile, che vale la pena vedere una (e solamente una) volta. O almeno, questa è la mia opinione. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti, possibilmente evitando spoiler!


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