background

Google ti conosce meglio di quanto conosci te stesso?

8 Ottobre 2018 in Società

Quanto di conosco Google e Facebook?

Sono una persona troppo coscienziosa quando si tratta di comprare qualcosa. Che sia un computer portatile o un set da 10 matite HB, se devo comprare qualcosa ho bisogno di andare su Google e controllare tutte le recensioni su cui posso posare gli occhi. Non so cosa dica di me a livello psicologico, ma ho la necessità di sapere cosa ne pensano degli estranei online dei miei futuri acquisti. E recentemente ho comprato un paio di scarpe per andare a correre, il che vuol dire che non esiste un sito nell’intero World Wide Web che possa visitare, senza che un paio di Asics o Nike giallo fosforescenti lampeggino in un angolo dello schermo.

Google sa, e ricorda, cosa ti piace

Capita a tutti, anche a chi non condivide il mio senso di colpa nel fare acquisti. Il fatto che io faccia più ricerche significa solamente che i dati sono di più. Qualsiasi ricerca su un prodotto Google (Ricerca, Youtube, Gmail) viene salvata nei server di Big G. E attraverso questi interessi, che siano prodotti da acquistare o video su Youtube, o anche soltanto quanto tempo passate a guardare una pubblicità, Google impara a conoscervi.

Vi interessa sapere fino a che punto? Date un occhiata qui.

Google registra i tuoi interessi per personalizzare gli annunci

Google registra i tuoi interessi per personalizzare gli annunci

Evito di postare lo screenshot dei miei interessi, perché scrivere quest’articolo mi sta facendo diventare abbastanza paranoico. Ma sono convinto che anche quello del vostro account è lungo e dettagliato. E se a queste informazioni aggiungete il fatto che Google sa dove siete stati e registra tutte le attività con l’Assistente Vocale e YouTube, le cose che sa su di te diventano tantissime. Non credo sia assurdo dire che Google potrebbe conoscere i tuoi interessi meglio dei tuoi parenti, amici o del tuo partner.

C’è tuttavia da dire che Google è candida nell’ammettere quello che sta facendo. Come avete visto, non ha nessun problema a mostrare le informazioni che a raccolto su di te, e lo scrive chiaro e tondo in quelle policy sulla privacy che non hai mai avuto voglia di leggere. Perché il fine, per l’azienda di Mountain View è uno solo: offrirti un’esperienza utente che ti è cucita addosso. Che si tratti di video di gare di rutti o della pubblicità dell’ultima edizione dell’enciclopedia Treccani, vuole suggerirti quello che vuoi, un secondo prima che tu inizi a volerlo.

È indubbio che siano bravi a farlo. Ma ci sono alcuni problemi da tenere in considerazione, primo fra tutti il tema sicurezza.

Facebook e il caso Cambridge Analytica

Anche Facebook tiene un bell’elenco di informazioni su di te nei suoi server. Oltre a quelle imbarazzanti foto del capodanno scorso, che è meglio che il tuo capo non veda. E questo fatto è stato ricordato a tutto il mondo di recente, e in maniera esplosiva. Il caso Cambridge Analytica ha portato alla luce dei media un rischio che è da sempre insito in questo tipo di “estrema analisi marketing”: la possibilità che queste informazione possano essere vendute a terze parti.

Non è stata Facebook a vendere le informazioni, e, come anche Google, assicura che non è mai stata e non sarà mai sua intenzione farlo (anche perché ci guadagnano moltissimo a fare da mediatore fra voi e i venditori). Ma il fatto che una società abbia potuto vendere le informazioni 87 milioni di utenti, pur violando i Termini d’Uso di Facebook, desta più di una preoccupazione.

Mark Zuckerberg all'udienza in Senato (foto da time.com)

Mark Zuckerberg all’udienza in Senato (foto da time.com)

Anche perché queste informazioni sono state utilizzate per fare la cosa che più ci fa paura: influenzare le opinioni, specialmente in politica. Ma se già è spaventoso pensare a quanto facilmente questi dati sono stati raccolti e venduti (da allora, va detto, Facebook e tutte le altre grandi aziende della Silicon Valley hanno adottato nuovi regolamenti interni), ancora più preoccupante è sentire quello che molti esperti dicono sul potere di influenza che queste aziende hanno.

Si può “hackerare” un essere umano?

L’anno scorso il premio Nobel per l’economia è stato assegnato a Richard Thaler, per le sue ricerche nell’ambito dell’economia comportamentale. Questa frase la scrivo non solo per tirarmela perché so chi ha vinto un Nobel l’anno scorso, ma perché è un segnale chiaro del fatto che, almeno in ambito accademico, viene riconosciuto il fatto che non siamo animali perfettamente razionali. Per studiare l’economia c’è bisogno anche delle neurologia e la psicologia, perché siamo animali facili da influenzare.

Non vorrei ci perdessimo in discussioni che io non sono abbastanza intelligente per sostenere, quindi mi limiterò a domandare questo: se siamo persone influenzabili, chi meglio potrebbe farlo di un’azienda che raccoglie dati su di noi da anni?

Google ti controlla

da en.softonic.com

Stando a questa interessante intervista di wired.com, non solo è possibile “hackerare” un essere umano, ma in buona parte Google lo sta già facendo. Con tutti i dati che Youtube raccoglie su 2 miliardi di utenti attivi, non solo conosce te benissimo, ma conosce come funzionano milioni e milioni di persone che, almeno in parte, ti somigliano. Non solo sa cosa ti piace, ma può prevedere cosa ti piacerà.

Nell’intervista fanno un esempio calzante: siete mai riusciti a guardare un solo video su Youtube? Forse sì, se dovevate scappare in palestra o al cinema e avevate i minuti contati. Ma con un po’ di tempo a disposizione, seguire i video raccomandati è fin troppo facile. Il 70% dei video che la gente guarda su Youtube è suggerito dall’algoritmo (il settanta percento degli utenti di Youtube sono più di due volte l’intera popolazione europea, per avere un’idea della portata). Il che significa che più dei due terzi delle volte Youtube sa quello che tu vuoi guardare.

Chiaramente, questo potere di influenza, finché rimane in mano alla sola Google, si limita a spingerti ad usare i suoi servizi il più a lungo possibile. Ed chiaro il perché: se rimani più tempo su Youtube, guardi più pubblicità. Più pubblicità, più soldi per la Grande G.

Il rischio è poco, finché non cercano di farci cambiare idea su chi votare, o di fomentare le nostre paure e le nostre rabbie. Ma è davvero così? L’algoritmo punta a farti rimanere incollato allo schermo, sempre un’altra ricerca o un altro video. Non ha una morale. E se una ragazzina stesse guardando un video su come bruciare calorie, un computer non vedrebbe niente di male nel suggerirle di vedere una ricetta per una dieta ipocalorica, e non avrebbe modo di controllare se la ragazzina ha una disfunzione alimentare. E se uno stesse guardando un video dai toni razzisti o omofobi? O lanciasse una ricerca sull’autolesionismo?

Cosa possiamo fare?

Non voglio suonare allarmista, anche se mi rendo conto che quello che ho scritto non sembra certo un inno all’ottimismo. I casi estremi ci potranno sempre essere, ma per la maggioranza di noi, i suggerimenti di Google danno un ottimo servizio, e al massimo rischieremo di perdere troppo tempo su Youtube (per quanto mi riguarda, è già successo quasi due miliardi di volte). Ne credo che Google sia il male: utilizzo molti suoi servizi, e sono entusiasta che ne lanci di nuovi.

Ne dall’altro lato penso sia possibile del tutto evitare di farsi influenzare: non è nella nostra natura, per quanto non ci piaccia ammetterlo. Tuttavia, credo sia importante essere consapevoli dell’importanza che le nostre informazioni hanno, e di quale potere diamo alle aziende a cui consentiamo di raccoglierle.

Se credete sia il caso, a questo indirizzo potete fare un controllo dei dati che Google raccoglie, e potete limitare i suoi diritti di accesso (ancora, Google è molto trasparente).

Per quanto riguarda le influenze, invece, il discorso è più complicato, e richiede un po’ più di fatica. Per ciò che concerne l’evitare di seguire nella tana del Bianconiglio le fake news, quest’articolo di Wired raccoglie alcune indicazioni date dal Parlamento Europeo. Per evitare di essere influenzati sugli acquisti, adottate la stessa tattica che si utilizza nei supermercati: fate una lista di quello che volete comprare e limitatevi a quello. Per quello che riguarda l’evitare di passare ore su Youtube… scriveteci nei commenti come fate. E sì, è una disperata richiesta d’aiuto. Fateci sapere!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Altri articoli recenti

Image
17 Settembre 2019
Android TV l’anno prossimo supporterà Google Stadia
Leggi
Image
17 Settembre 2019
La lineup di Apple Arcade sembra sorprendentemente eccellente
Leggi
Image
16 Settembre 2019
WhatsApp: da oggi arrivano i Messaggi Vocali nelle Notifiche
Leggi