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Genius accusa Google di plagiare i testi delle sue canzoni

17 Giugno 2019 in Società

Qualche anno fa, se si volevano capire i testi cantanti rapidamente e pieni di slang da Eminem o Jay Z, bisognava andare su un qualche sito internet che aveva già decifrato le canzoni per noi. Un sito come genius.com. Ma ora, per capire quello che Drake e Kendrick stanno rappando, basta affidarsi alla prima pagina della ricerca di Google, che mette subito il testo a disposizione, senza bisogno di entrare in nessun sito (e quindi senza che quei siti possano guadagnare con la pubblicità).

Google sostiene di proporre queste informazioni in Ricerca per andare incontro agli utenti, ed effettivamente il servizio così è molto comodo. Il problema, è che avvantaggia i prodotti di Google rispetto a tutti gli altri, ma purtroppo è una realtà alla quale molti produttori di contenuti per il web si sono dovuti adattare.

Non il team di Genius, però. Soprattutto, per via di un sospetto: che Google facesse copia e incolla dei testi che loro perdevano tempo ad ascoltare e decifrare. Ma come fare a dimostrare la malefatta (presunta) di Big G? I testi delle canzoni, se sono corretti, sono uguali per tutti. Non c’è modo per controllare che siano copiati, non c’è modo per dimostrare il plagio. Crimine perfetto.

Fortunatamente, quelli di Genius hanno voluto dimostrare che non si chiamano così per vanagloria.

genius accusa google di plagio

Il geniale metodo di Genius per dimostrare il plagio

Dal 2016, Genius ha iniziato a scrivere le sue Lyrics in maniera diversa, giocando con la punteggiatura. Qualche volta inserivano un apostrofo ‘dritto’, qualche volta uno ‘arricciato’ (come una virgola, ma all’apice della lettera). Se si leggevano questi apostrofi come nel linguaggio Morse, punto e linea, i testi delle canzoni leggevano: “Red Handed”, che in italiano potremmo tradurre con “in flagrante”.

Google dichiara di non aver copiato nessun testo, ma dice invece che tutte le informazioni che inserisce nella sezione “Pannello di informazioni” in Ricerca siano prodotti da collaboratori regolarmente pagati. Non si sa ancora se Genius vorrà andare a processo, o si accontenterà di aver fatto fare brutta figura al gigante di Mountain View.

Le preview in Ricerca sono da qualche tempo oggetto di analisi, tanto da assere rientrate nel dibattito sulla normativa sul Copyright dell’Unione Europea, in particolare nel molto discusso articolo 11. E il dibattito su questa questione è tutt’altro che semplice e chiaro: gli interessi degli utenti non per forza coincidono con quelli dei produttori di contenuti, e Google ne approfitta per mettersi in una posizione di forza.

Se davvero Genius riuscisse a dimostrare, magari davanti a un giudice, di essere stata copiata da Google, forse si potrebbe tornare a discutere in maniera più equilibrata di questa questione. Senza dover spingere retoriche catastrofiste e #savetheinternet.

Voi cosa ne pensate? Se avete voglia di dircelo, mettete della punteggiatura a caso, per essere sicuri che nessuno possiamo copiare il vostro commento.

Update 19/06/19:

Google ha risposto in una nota, nella quale fondamentalmente scarica le responsabilità sulle case discografiche e simili dalle quali comprano i diritti per i testi delle canzoni. La società inoltre assicura che parlerà del problema con le aziende a cui si rivolge per le lyrics, e che d’ora in avanti metterà in evidenza la provenienza dei testi, in modo da evitare ulteriori problemi.


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