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Facebook vuole leggere il pensiero, e scriverlo su un computer

31 Luglio 2019 in Società

Facebook ha appena comunicato un aggiornamento al suo ambizioso progetto di interfaccia cervello-computer. I ricercatori hanno pubblicato su Nature Communications i risultati di un esperimento che aveva l’obiettivo di decodificare le parole pensate dalle persone usando degli elettrodi. I risultati positivi portano Facebook un passo più vicini ad un sistema di “dettatura mentale” non invasivo.

Facebook reality labs dettatura mentale lettura cervello

(Immagine da theverge.com)

In altri esperimenti si è già dimostrato che è possibile scrivere su un computer utilizzando solo il pensiero. Finora, però, questo era possibile solo facendo lo spelling di ogni singola parola su una tastiera virtuale.

Grazie al lavoro dei ricercatori del Facebook Reality Labs, supportati dagli scienziati dell’Università della California di San Francisco, invece è stato possibile utilizzare un metodo molto più versatile.

Come funziona la “dettatura mentale” di Facebook?

I soggetti del test hanno ascoltato domande a risposta multipla, per poi rispondere a voce alta. Gli elettrodi hanno registrato le attività nelle parti del cervello responsabili della comprensione e produzione del discorso, e i ricercatori hanno cercato corrispondenze a single parole o frasi in tempo reale.

Ad esempio, gli elettrodi registravano l’ascolto della domanda “Cosa mangi a colazione?”, per poi ascoltare la risposta, compresa in un set di opzioni come “cereali”, “uova”, ecc. Il sistema poi tentava di dire quando il soggetto aveva ascoltato la domanda, e quando aveva pensato alla risposta. Poi cercava di predire il contenuto delle frasi. Previsioni che erano influenzate dal contesto, quindi una volta capita la domanda, il sistema limitava il numero di possibili risposte.

Con questo metodo, il sistema ha prodotto risultati accurati per percentuali fra il 61% e il 76%, molto meglio del 7-20% che avrebbe ottenuto rispondendo in maniera casuale.

Risultati entusiasmanti per il team di ricerca guidato dal professor Edward Chang, che però avverte dei limiti di questo esperimento. Infatti, i partecipanti hanno ascoltato solo nove domande, con un totale di 24 opzioni di risposta in totale. E davano le risposte a voce, non solo pensando, il che rende la lettura delle “mappe celebrali” più chiara.

Siamo ancora parecchio lontani dal poter scrivere con il pensiero

Questo sistema è effettivamente un bel passo nella direzione giusta, ma molto lontano da quello che Facebook aveva annunciato nel 2017. Ovvero la possibilità di battere più di 100 parole al minuto solamente pensando a quello che si vuole dire. E sebbene l’headset ad infrarossi creato dai Facebook Reality Labs sia un bel pezzo di tecnologia, non ci avvicina davvero di molto a quel risultato.

Tuttavia, l’azienda sostiene che anche solo la capacità di capire poche semplici parole potrebbe essere un enorme vantaggio per migliorare le esperienze in realtà virtuale e realtà aumentata. Poter pensare comandi di base come “seleziona” o “cancella” potrebbe cambiare radicalmente l’esperienza utente.

E poi, anche se siamo ancora lontanissimi dall’obiettivo finale di Facebook, questa tecnologia potrebbe allinearsi a quella sviluppata da Neuralink, la società di Elon Musk che ha sviluppato degli impianti meno invasivi da inserire nel cervello per aiutare le persone con disabilità gravi a controllare un computer.

Se per la strada verso il futuro Zuckerberg e Musk riescono ad aiutare chi ne ha davvero bisogno a comunicare, sapremo che questi progetti hanno fatto qualcosa di buono.


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