Facebook risarcirà $52 milioni ai moderatori di contenuti traumatizzanti

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Facebook riconosce per la prima volta l’enorme stress cui sono sottoposti i dipendenti che controllano i contenuti sulla piattaforma, e pagherà 52 milioni di dollari in risarcimenti ai moderatori. Nel patteggiamento presentato alla corte di San Mateo in California, l’azienda  ha accettato di risarcire i moderatori e garantire più assistenza psicologica al lavoro.

Facebook riconosce il costo psicologico di moderare i commenti

Nel settembre del 2018, l’ex moderatrice di commenti di Facebook Selena Scola aveva fatto causa all’azienda di Zuckerberg. L’accusa era che essere esposta giornalmente al monitoraggio di foto e immagini di stupri, omicidi e suicidi le avesse indotto il PTSD, un disturbo da stress post traumatico. Scola aveva mostrato i primi segni del disturbo dopo nove mesi di lavoro. Nei quasi due anni che sono passati, molti ex-colleghi di Scola si sono aggiunti alla causa, accusando Facebook di non avere garantito loro un ambiente di lavoro sicuro.

La maggior parte di questi moderatori erano assunti attraverso delle altre agenzie (Accenture, Cognizant, Genpact e ProUnlimited), in risposta alle critiche per il mancato controllo delle fake news durante la campagna presidenziale americana del 2016.

I termini del patteggiamento

Ogni moderatore riceverà, attraverso questo patteggiamento, 1000 dollari di rimborso. Tuttavia, Facebook risarcirà 1500 dollari in più a chiunque abbia un disturbo psicologico diagnosticato, per un massimo di 6000 dollari extra per chi ne ha più di uno. Infine, i moderatori di Facebook che avessero subito danni psicologici certificabili come causati dal loro lavoro, potranno avere fino a 50 mila dollari in danni.

Facebook ha accettato anche di cambiare le proprie pratiche aziendali per ridurre l’impatto che immagini e video traumatici possono avere sui moderatori. Ad esempio mettendo in muto automaticamente i video o mostrandoli in bianco e nero. Questi cambiamenti avverranno per l’80% dei moderatori entro quest’anno, per arrivare al 100% entro il 2021.

Inoltre, chi per lavoro dovrà guardare contenuti disturbanti giornalmente avrà accesso ad un colloquio settimanale con uno psicologo. Facebook garantirà sessioni di gruppo mensili, oltre all’accesso immediato ad uno psichiatra nel caso di crisi.

Questa è un’ottima notizia. Che però riguarda solo gli Stati Uniti: non si sa se Facebook allargherà queste nuove misure ai moderatori di tutto il mondo, che purtroppo hanno la loro buona dose di traumi.


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