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El Camino: il film di Breaking Bad, recensione senza spoiler

14 Ottobre 2019 in News

Quando, scrivendo l’articolo sulle novità di Ottobre di Netflix, ho realizzato che El Camino: il film di Breaking Bad stava davvero arrivando, ho iniziato a contare i giorni. Ho aspettato questo film più di Jokere anche se il film su Jesse Pinkman non era certo fra i film più attesi del 2019, per i fan di Breaking Bad è un evento importante. Ho appena finito di vederlo, e la domanda è: è all’altezza delle aspettative?

La prima cosa da dire nel recensire questo film, è che il sottotitolo conta. El Camino: il film di Breaking Bad, non è un film che si possa guardare senza aver visto la serie. Certo, vale la pena guardarla: è la migliore serie TV di sempre (se non si contano le prime dieci stagione dei Simpsons), ed è tutta su Netflix. Però, se per qualche ragione avete deciso di togliervi la curiosità di godervi El Camino senza aver visto le cinque stagioni che vengono prima, lasciate perdere.

NB: da qui in avanti, ci saranno alcuni spoiler per Breaking Bad, ma nessuno per El Camino. Se non avete visto la serie, per quanto apprezzi che stiate leggendo queste righe, non vale la pena che proseguiate.

El Camino risponde a tutte le domande senza risposta del finale di Breaking Bad

El Camino è una continuazione del finale di serie. Anzi inizia esattamente alla fine dell’ultima puntata trasmessa, e si svolge quasi interamente nelle ore successive. Walter è sul pavimento circondato da materiali per cucinare metanfetamine, e Jesse sta scappando, finalmente libero, dal campo in cui i Nazisti lo tenevano rinchiuso.

Il film racconta i tentativi di Jesse di scappare, senza farsi prendere dalla polizia o da uno dei quindici milioni di criminali che sembrano abitare ad Albuquerque. Non vi racconterò quali ostacoli incontra: vi basterà sapere che Vince Gilligan, che ha scritto e diretto El Camino, fa quello che ci ha fatto innamorare di Breaking Bad prima, e Better Call Saul poi. Mostra nel dettaglio le difficoltà che può incontrare un criminale, in questo caso nello scappare dalla giustizia, creando tensione alla Sergio Leone anche quando affronta le minuzie più insignificanti.

E come siamo stati abituati nelle due serie TV, Gilligan riesce a scrivere scene adrenaliniche, poi orripilanti, poi divertenti, ed infine tutto questo assieme. Le due ore del film passano senza rendersene conto, soprattutto grazie all’interpretazione brillante di Aaron Paul, che anche grazie a dei flashback ben dosati, ci ricorda che non facevamo il tifo per Jesse solo perché diceva “Yo, bitch!”.

El camino il film di breaking bad

Ma è un buon film, o è solo fan service?

Il successo mondiale di Avengers: Endgame ci ha insegnato che “fan service” non è più una parolaccia. Soddisfare le aspettative dei fan di un franchise è un obbligo: all’artista spetta il compito di trasformarla, beh, in arte.

Ma sebbene Paul sia magnifico, Gilligan scriva e diriga da maestro, questo film è prima di tutto un omaggio ai fan della serie. Fra i flashback e l’azione, vediamo Jesse interagire più o meno con tutti i personaggi principali della serie originale (fra cui Ed, interpretato da Robert Foster, che purtroppo è morto in questi giorni). Le scene hanno tutte un significato, non c’è niente di gratuito. Ma è chiaro l’intento un po’ nostalgico.

Dopotutto, il film nasceva come cortometraggio per celebrare il decimo anniversario della serie. E voleva essere un tributo ai fan, che è stato trasformato in un film di due ore perché tutti sono dannatamente bravi su quello schermo (e fotografia e montaggio sono, come accadeva nelle migliori puntate di Breaking Bad, eccezionali).

Quindi, il primo obiettivo del film è quello di rimediare ad un difetto (l’unico) che aveva avuto la quinta stagione: c’era troppo poco Jesse. Per chiudere la serie, Gilligan si era concentrato su Walter, giustamente. Tuttavia, molti fan voleva sapere cosa era successo a Jesse durante la cattività coi Nazisti, e come sarebbe proseguita la sua storia.

Ed in questo il film non delude.

Se devo trovare un difetto (e mi sento in dovere di farlo, per quanto mi sia veramente piaciuto) è che non è la migliore storia dell’universo di Breaking Bad. Ma se siete dei fan, non potete perdervelo. E non credo rimarrete delusi. Ma se così fosse, fatecelo sapere nei commenti (mi raccomando, senza spoiler!).


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