Disney+ modifica alcuni film digitalmente. È un problema?

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Disney+ ha allungato i capelli di una sirena, perché le coprissero il sedere. E non credo sia una sorpresa per nessuno sapere che l’intera infrastruttura del World Wide Web ha tremato di indignazione. La sorpresa è che, forse, l’indignazione per la modifica di Disney+ è per un buon motivo.

Disney+ modifica Splash con dei pudici capelli CGI

Il sedere in questione è quello dell’attrice Daryl Hannah, l’interesso romantico di Tom Hanks nel film Splash – Una sirena a ManhattanNel film del 1984, che narra della storia d’amore fra una sirena ed un (…) terrestre(?), il cuore di un giovane Tom Hanks si spezza mentre la sirena che gli ha salvato la vita si rigetta fra le onde del mare. Ma nella versione originale, la telecamera inquadra per un secondo il corpo nudo della sirena, mostrando il suo sedere prima che si getti in mare.

Nella versione su Disney+, come riporta questo tweet, la sirena ha improvvisamente i capelli abbastanza lunghi da coprire le sue nudità completamente.

La clip ha sollevato dapprima un problema fondamentale: perché questo sedere è stato censurato, quando quello di Hulk in Thor: Ragnarok è in bella mostra.

disney+ modifica cgi sedere hulk

#notallbutts

Ma anche una domanda, se possibile, ancora più importante: quanti film e serie TV sta modificando Disney+?

Quali altri film modifica Disney+?

La modifica in CGI su Disney+ è la modifica più nota di sempre, nel mondo del cinema. Se chiedete a qualsiasi fan di Star Wars, sarà sadicamente lieto di esprimere quanto sia arrabbiato per la decisione di George Lucas di far sparare Greedo per prima in Guerre Stellari. Questa è in realtà una modifica decisa dal creatore della saga prima che la vendesse a Disney, ma su Disney+ trovato un’ulteriore modifica CGI della famosa scena nella cantina con Han Solo, in cui Greedo grida “McClunkey” prima di sparare.

Han Shot First

Han Solo, mentre spara per primo

Poco male, purché non mi tocchino The Mandolorian. 

Ma ci sono anche altre modifiche degne di nota. Ad esempio, nella versione Disney+ dello splendido documentario Free Solo viene tagliata la parola “fuck”; in alcuni dei film più vecchi vengono tolti degli epiteti razzisti. E l’elenco potrebbe continuare.

L’esempio più evidente della “epurazione” è la cancellazione totale del primo episodio della terza stagione dei Simpson. Chi come me ha una memoria enciclopedica della storia di Springfield, ricorderà che è l’episodio in cui Homer finisce in manicomio, ed incontra un personaggio con la voce di Michael Jackson. Il produttore dei Simpson ha voluto togliere l’episodio dal catalogo, a causa delle nuove accuse di pedofilia sul cantante. “Il libro è nostro, e siamo autorizzati a togliere un capitolo”, ha detto.

Quindi cosa dovrebbe fare Disney+?

Queste censure sono uno scandalo? Di per sé, no. Le televisioni hanno tolto le parolacce dai film un sacco di volte nella storia del media; i Simpson hanno diritto di “cancellare” Michael Jackson se vogliono; e gli epiteti razzisti andrebbero rimossi da qualsiasi piattaforma, idealmente. Più difficile giustificare la pudicizia per il sedere di una sirena, quando invece la violenza degli Avengers non disturba affatto (anzi, è uno dei motivi per cui fare Disney+): degli alieni che sterminano metà universo vanno bene, ma un secondo di natiche no?

Ma al di là di queste osservazioni (e del fatto che, a quanto pare, sono attratto dalle sirene), rimane il fatto che Disney+ potrebbe semplicemente avvisare gli utenti. Inserire una schermata nera con scritto “Il film contiene nudità” o “Contiene epiteti razzisti, dai quali ci disassociamo” sarebbe molto più facile per il dipartimento grafico del servizio di streaming. Ed eviterebbe di cancellare o modificare film e serie TV, pur prendendo le distanze.


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