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Digital Wellbeing curerà la dipendenza da smartphone?

22 Ottobre 2018 in News Società

Google, insieme al resto della Silicon Valley, ha cambiato le nostre vite, che ci piaccia ammetterlo o no (e a noi ammetterlo piace, anche un po’ troppo). Gli smartphone fanno sempre più parte delle nostre giornate, forse più di quanto vorremmo. E su questo problema, finalmente è Google stessa a venirci incontro, con Digital Wellbeing.

Cos’è Digital Wellbeing?

Annunciata al Google I/O del Maggio scorso, Digital Wellbeing è entrata ufficialmente in uso con i Pixel 3, e sarà scaricabile per tutti i telefoni aggiornati ad Android 9 Pie. Grazie alla nuova app (e ai servizi collegati), sarà possibile analizzare i dati sull’uso dello smartphone, valutarli e decidere come agire a riguardo.

Ovviamente, Google non sceglierà al posto tuo quanto sia giusto utilizzare il tuo smartphone. Ma ti darà i mezzi per poter monitorare il tuo “stile di vita digitale”. E il tutto parte con una semplice dashboard.

Dashboard di Digital Wellbeing

La dashboard di qualcuno che usa il telefono molto meno di me (foto da androidpolice.com)

Con una sola occhiata, potrai vedere non solo il tempo che hai passato fissando il tuo smartphone, ma avrai anche un’idea di come quel tempo è stato speso. Potrai anche entrare nel dettaglio, vedendo quanti minuti hai speso su ogni applicazione.

Il trucco è darsi dei limiti

Però vi avvisiamo, una volta che avrete scoperto quanto avete giocato a Clash Royale in una giornata, non moltiplicatelo per il numero di giorni in cui ci avete giocato. Ripudiate la matematica. Io ho dovuto disinstallare il gioco per far sparire il senso di colpa.

Ma senza prendere drastiche misure, con Digital Wellbeing potrete mettere limiti temporali all’uso delle varie applicazioni, lasciando a Google il compito di farvi da baby-sitter. Può sembrare un po’ paternalistico, ma funziona. Anche IOS 12 ha un’opzione simile, e in redazione mi assicurano che fa il suo dovere.

Ma Google va oltre al timer per le app. Con il nuovo aggiornamento del sistema operativo, l’opzione Non Disturbare ora permette, volendo, di isolarsi completamente, evitando ogni tipo di notifica. E può essere attivata semplicemente girando il telefono con lo schermo in giù. Sarà inoltre possibile scegliere quali tipo di notifiche non si vogliono più ricevere dalle app (ad esempio, Facebook notificherà per una richiesta di amicizia, ma non per un like).

Perché Google lo sta facendo?

Ormai è da qualche tempo che Google è impegnata nell’aiutare i suoi utenti a staccarsi da smartphone e computer. Le liste di priorità su Gmail sono pensate per evitare di ricevere notifiche ad ogni momento; le Smart Replies servono per evitare di farti guardare lo schermo dello smartphone ogni cinque minuti. Ed il motivo per cui lo stanno facendo è che continua ad aumentare il numero di studi che confermano il rischio di dipendenza da smartphone.

Abbiamo già parlato del rischio di dipendenza dal binge watching, e di come le nuove tecnologie possano finire per essere uno sfogo per dimenticare i propri problemi, finendo per essere risucchiati dentro l’ossessione dello schermo. Ma la dipendenza da smartphone è un fenomeno ben più conclamato, e ben più diffuso, soprattutto fra i giovanissimi.

digital wellbeing dipendenza da smartphone

In inglese si chiama con l’acronimo FOMO (Fear of Missing Out): è la paura patologica di perdere i contatti online, di venire esclusi dalla propria cerchia sui social. Sebbene siamo tutti ormai abituati a scrollare le homepage dei nostri social preferiti (secondo lo studio sopracitato, il 92% dei teenager va online ogni giorno), chi deve gestire la FOMO lo fa in maniera convulsiva, tanto da sentire profonda ansia ed agitazione se il telefono si scarica quando sono lontani da casa, o se sono in una zona dove non arriva il 4G.

Google sembra essere consapevole dei rischi da dipendenza da smartphone, e sta provando a prendere delle contromisure (come sta facendo anche Apple).

Ma Digital Wellbeing servirà davvero?

Nonostante le prime analisi sembrino positive, non si può ancora dire se Digital Wellbeing e Screen Time di Apple saranno in grado di cambiare le cose per il meglio. La consapevolezza di quello che si fa è il primo passo per cercare di migliorarsi, ma non è detto necessariamente che funzioni. Il dubbio più grande è che chi soffra di FOMO semplicemente eviterà la dashboard di Digital Wellbeing come la peste.

Ma certo è una buona cosa che le aziende tech abbiano deciso di prendere dei provvedimenti. Speriamo possa funzionare. Sicuramente, almeno all’inizio, il progetto sarà limitato dall’essere disponibile solo per Android Pie, che al momento è usabile solo dagli utenti Pixel.

Nel caso siate fra i fortunati possessori del nuovo sistema operativo, potete scaricare Digital Wellbeing qui.

Voi cosa ne pensate? Lo userete? O pensate che l’ignoranza sia una benedizione, quando si tratta del vostro smartphone? Fateci sapere nei commenti.


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