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Come sarà la Corte Suprema di Facebook?

28 Giugno 2019 in Società

Più di sei mesi fa, fra audizioni davanti al Congresso americano e all’Unione Europea, e accuse che gli piovevano addosso da ogni nuvola del web, Mark Zuckerberg aveva annunciato la formazione di un “corpo indipendente” per valutare i contenuti controversi, una ‘Corte Suprema’ di Facebook. E a quanto pare, questo organismo è quasi pronto.

corte suprema di facebook

(immagine da northjersey.com)

La compagnia ha passato diversi mesi ospitando discussioni pubbliche, valutando i feedback di utenti e organizzazione per la privacy. E ieri (giovedì 27/06), Facebook ha pubblicato una relazione di 44 pagine in cui rielabora quelle discussioni e cerca di proporre soluzioni.

Il processo sarà lungo e complicato, ma si incominciano a capire alcune delle strategie che l’azienda più importante del mondo Social ha intenzione di mettere in pratica.

Una ‘Corte Suprema’ di Facebook

Sebbene la compagnia si trattenga di chiamarla in questo modo, molti analisti pensano a quest’organismo indipendente come alla versione Social della Corte Suprema.

Questo gruppo di esperti consisterà in 40 persone, nessuno dei quali proverrà dal team di moderazione dei contenuti di Facebook (i moderatori hanno già altri problemi a cui pensare). Il loro compito sarà di valutare i casi più noti e spinosi, fra le migliaia di valutazioni che Facebook gestisce ogni giorno.

Il gruppo che costituirà la ‘Corte Suprema’ di Facebook sarà, più di ogni altra cosa, scelto per la sua diversità. I membri proveranno da diverse estradizioni sociali, diverse discipline, e avranno diversi punti di vista. Questo dovrebbe assicurare la presenza di persone provenienti da contesti culturali particolarmente attaccati su Facebook, ed esperti di aree geografiche che l’azienda ha trascurato di controllare in passato (vengono in mente gli atroci casi della ragazza venduta su Facebook in Sud Sudan e il genocidio dei Rohingya in Myanmanr).

E, con ogni probabilità, nel gruppo ci saranno persone che in passato sono state critiche verso Facebook e i Social Media. Nel documento si legge:

“I feedback sono quasi unanimi nel sottolineare l’importanza di aver qualche critico di Facebook nel Consiglio”.

Quali poteri avrà la Corte?

Per finire davanti alla ‘Corte Suprema’ di Facebook, ci sono due modi. Il primo caso è quello che riguarda i casi “importanti e contrastati”, il che significa con ogni probabilità che sarà Facebook stessa a presentare davanti alla ‘Corte’ i casi che non reputa corretto risolvere autonomamente. Il secondo caso riguarda quelle persone che, dopo essersi appellati contro una decisione dei moderatori, ritengono che giustizia non sia ancora stata fatta. Questi casi saranno però “filtrati e priorizzati”.

Ma i poteri decisionali della ‘Corte Suprema’ di Facebook saranno tuttavia limitati. A differenza della controparte nel sistema giuridico americano, le decisioni dell’organismo indipendente non faranno giurisprudenza, e non potranno cambiare le policies che Facebook ha stabilito per gestire, ad esempio, le fake news o la pubblicità mirata.

corte suprema di facebook

(immagine da nytimes.com)

C’è ancora molto da capire sulla ‘Corte Suprema’ di Facebook, probabilmente anche perché molte delle decisioni prese dal colosso dei Social non sono ancora definitive. Collaboreranno con l’azienda in qualità di dipendenti? O saranno solo professori che fanno i consulenti part-time? Dovranno essere iscritti e attivi sul Social?

Le risposte sono ancora vaghe, e arriveranno solo più avanti. Seguiremo gli sviluppi da vicino. La Silicon Valley si sta sempre più rendendo conto dell’importanza di ascoltare gli utenti per le questioni etiche, con Google che fa gestire più facilmente i dati utenti e Facebook che cerca di regolamentare meglio il modo Social. Vale la pena continuare a stare attenti sull’argomento.

 


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