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Birds of Prey, e la recensione dell’emancipazione di Harley Quinn

7 Febbraio 2020 in Mondo Geek

Harley Quinn era l’unica cosa positiva in Suicide Squad. Non sto dicendo “la cosa migliore”, che in quel disastro cinematografico targato DC significherebbe ben poco. Dico, affermo, scrivo che Margot Robbie è fantasmagorica, anche e ancora di più in Birds of Prey. E potrebbe anche far rinascere il DC Extended Universe.

Birds of prey harley quinn

La ricetta vincente di Birds of Prey? Harley, un sacco d’azione, e ancora Harley

A differenza del suo stesso titolo, Birds of Prey e la fantasmagorica Rinascita di Harley Quinn è un film corto (1 ora e 47 minuti) e concentrato, che non perde tempo a raccontare storie che non siano quella di Harley (forse fin troppo). E la storia di Harley viene espressa molto meglio nel titolo inglese del film, che parla della fantabolous emancipation of one Harley Quinn. Il film è, essenzialmente, il racconto di come l’anti-eroina interpretata da Margot Robbie cerchi di staccarsi definitivamente dalla morbosa relazione con Mister J. L’emancipazione è quindi il centro della trama (anche se del titolo italiano apprezzo il richiamo alla Rinascita nei fumetti DC, quando Harley ha avuto una serie tutta sua).

Il team al femminile dietro la trama, la regista Cathy Yan e la sceneggiatrice Christina Hodson (immaginiamo con la collaborazione di Robbie, anche produttrice), ha deciso però di non indulgere troppo nel dramma dietro la vicenda. E con una buona ragione: l’Arlecchino di questa storia continua a sorridere e raccontare gli eventi come fossero una farsa, come è tradizione. Sono le doti recitative di Margot Robbie che raccontano il dolore e l’abuso (non solo emotivo) dietro la sua rottura con Mister J. E anche se il tema “una donna non deve dipendere dal suo uomo” è dichiarato piuttosto platealmente nel film, l’azione che segue dissipa immediatamente l’aria da predica che rischierebbe di derivarne.

Harley quinn margot robbie

Azione che, insieme all’interpretazione eccellente di Robbie, è il fiore all’occhiello di questo film che stupisce in positivo. Quelli che gli americani chiamano “set pieces”, le scene di azione pensate per mettere in mostra la bravura di coreografi e set designer, sono fenomenali. E sono il frutto evidente di una collaborazione fra i vari reparti creativi, che nel nostro mondo di CGI per tutto e per tutti vediamo sempre meno. Inoltre, questa creatività nelle scene d’azione permette ad Harley Quinn e i suoi Birds of Prey di usare tutto l’arsenale del personaggio: dai proiettili di coriandoli alle ruote per calciare, dalla mazza al martello, dai pattini alla iena.

Ed i fan non rimarranno delusi anche da altre piccole chicche sparse per il film: dalla sequenza all’inizio che mostra la versione di Harley nella serie animata, dove il personaggio è nato; alla narrazione frammentata e fumettistica di Harley; fino all’introduzione di Cassandra Cain, la futura Batgirl, che è il centro emotivo della storia.

Birds of Prey non è perfetto, ma è troppo divertente per notarlo

Detto questo, bisogna ammettere che il film non è perfetto. La narrazione piena di flashback e imprecisioni è sì divertente e rapidissima, ma impoverisce la trama, che se non si prende troppo cura dei personaggi secondari. L’unico attore che ha avuto davvero spazio di brillare, oltre a Robbie, è Ewan McGregor nei panni di “Black Mask” Sionis, un cattivo talmente sopra le righe da ricordare quelli di Joel Schumacher (ma nel senso, se possibile, più positivo del paragone).

black mask e victor zsasz

Black Mask e la fantasmagorica tensione sessuale con Victor Zsasz

Il personaggio di Zsasz è sotto sviluppato come sempre negli adattamenti per film e videogame (e fategli baciare Sionis!). Black Canary è qualcosa di già visto. Huntress è scritta e interpretata benissimo (da Mary Elizabeth Winstead), ma è in scena meno del Joker in Suicide Squad.

Ed anche se il tono è ben bilanciato lungo tutto il film, nel finale (che non ho intenzione di spoilerarvi, andate a vederlo!) tira un po’ troppo aria da sequel, in qualche modo sminuendo l’ottimo lavoro fatto nel raccontare questa storia semplice e divertente. Ma non abbastanza da non essere un ottimo film, secondo me e secondo Rotten Tomatoes.

Il DC Extended Universe è rinato?

A dirla tutta, la DC nell’ultimo periodo ha sfornato film tutto sommato buoni. Aquaman non era male, anche se la trama era convoluta e il CGI un po’ deludente. E Shazam! è stato divertente, anche se piagato di errori tecnici (so di essere puntiglioso, ma hanno usato lo stesso establishing shot due volte di fila!). Joker non è tecnicamente parte dell’universo esteso della DC, e poi ne ho già parlato, fin troppo. Ma di sicuro ha contribuito a far parlare dei supereroi e supercattivi DC.

Ma bisognerebbe essere prevenuti per non dire che, al momento, sono due donne che tengono a galla l’intero universo cinematografico della DC. Wonder Woman 1984 sta per arrivare, e se dovesse essere all’altezza del primo, non vedo perché l’entusiasmo per il DCEU non dovrebbe riaccendersi.

O, almeno, per le donne del DCEU. Chi è pronto per un film su Raven?


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