Apple e Google rilasciano le API per il monitoraggio di Covid-19

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Apple e Google hanno rilasciato oggi le API per il monitoraggio di Covid-19. La funzione, che hanno rinominato Exposure Notification, utilizza il Bluetooth per notificare chi entra in contatto con persone che hanno contratto il virus, pur preservando la privacy di tutti.

Google e Apple lanciano le API per notificare l’esposizione a Covid-19

Il lancio odierno significa che le agenzie governative potranno da oggi usare le API (semplificando, procedure informatiche che lo smartphone esegue) per sviluppare le proprie applicazioni. L’Italia sfrutterà queste API attraverso l’app IMMUNI, che dovrebbe arrivare entro fine mese. Secondo Apple e Google, dovrebbero bastare al massimo una decina di giorni per implementare le API. Quindi il governo dovrebbe avere il tempo necessario per rispettare la data fissata.

Le due aziende hanno già risposto alle preoccupazioni riguardo la privacy. Ma non fa male reiterare: le API dell’Exposure Notification utilizzano identificativi casuali, generati solo sul device; i metadati del Bluetooth saranno criptati in modo che il dispositivo non sia riconoscibile. Inoltre, le API non potranno essere usate in nessuna app che chieda anche accesso al GPS.

Quello che spetta al Governo, e all’app Immuni

Il resto, rimane in mano ai singoli Stati, ed alle app che useranno. Come riconoscere chi è contagiato (solo con tampone, o anche con questionario) e come procedere dopo il contatto sono domande che spettano ad Immuni, non a Google e Apple. Al momento rimangono ancora degli interrogativi su come sarà composta l’app, cui di certo il governo dovrà rispondere prima del lancio.

App Immuni

Quello che è bene tenere in mente, è che le API di Apple e Google sono state studiate per garantire la privacy, e soprattutto essere una risorsa per contenere i contagi. Immuni però avrà un effetto vero sulla curva di contagio solo se almeno il 60-70% della popolazione la adotterà. Tuttavia, non c’è alcun obbligo di scaricarla.


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