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Android Q arriva in beta: ecco le nuove features

15 Marzo 2019 in News

Ieri Google ha iniziato il cammino che porterà il nuovo update Android Q sugli smartphone di tutto il mondo, rilasciando il nuovo sistema operativo in beta. Android Q sarà rilasciato in forma stabile nel terzo quarto dell’anno, che stando a come è andata gli anni scorsi, significa Agosto. Ma già da questa beta, si possono vedere le features più interessanti.

Android Q è ancora una beta instabile, ma ricca di novità

Questa prima versione di Android Q, che se avete un Pixel potete scaricare qui, è ancora parecchio instabile, e vi sconsiglio di scaricarla sul telefono che usate tutti i giorni. Ma se avete un vecchio Pixel messo da parte, o se usate due telefoni per qualche ragione, potrebbe valere la pena di scaricare l’update.

android q google beta

(foto da 9to5google.com)

La versione disponibile oggi, tuttavia, sarà probabilmente molto diversa da quella che uscirà ufficialmente: ci sono molti aggiustamenti da fare, ed è molto probabile che Google annunci qualche novità nei prossimi mesi. Soprattutto per la conferenza I/O che si terrà a Maggio.

Ma vediamo quali sono le novità più interessanti già presenti nella beta.

Android Q pensa alla nostra privacy, dando più controllo sui permessi

Abbiamo già parlato su questo sito di quanto Google adori raccogliere dati, e di come sia complicato impedirgli di farlo. Ma anche per via del crescente interesse delle persone per la propria privacy online, Google ha deciso di ampliare le opzioni di controllo sui permessi da dare alle app.

Per prima cosa, con Android Q potrai scegliere un’ulteriore opzione per quanto riguarda la geo-localizzazione. Fino ad adesso, era possibile solo scegliere di dare o non dare il permesso ad un’app di sapere dove ti trovi, ed una volta concesso l’app poteva raccogliere dati anche quando non in uso. Ora invece avrai la possibilità di abilitare la geo-localizzazione solo quando l’app è in esecuzione.

Inoltre, con Android Q se un’app nota che non può accedere a qualcosa di cui ha bisogno per funzionare (Bluetooth, accesso ai dati mobili, ecc.), potrà azionare un menù per azionare quell’impostazione, senza bisogno di aprire il menù opzioni intero.

Dark mode, forse

Dark-Mode-Android-Q-Beta-1-1

(foto da 9to5google.com)

Google ha da pochissimo rilasciato la Dark mode per Chrome, nella versione per PC e macOS. E sembra che sia pronto per rilasciarlo anche per Android Q. Il problema è che, per adesso, funziona solamente quando si attiva la modalità risparmio batteria. Se Google la renderà disponibile per l’attivazione senza bisogno di entrare in modalità risparmio energia non si sa ancora, ma ci sembra un piccolo passo per Google, ed un bel vantaggio per noi utenti. Se dovesse rivelarsi vincente, è un’opzione che ci aspettiamo venga adottata.

Cambiamenti nell’interfaccia

Alcuni cambiamenti piccoli, altri più significativi: l’interfaccia di Android migliora con ogni update.

Interessante è la possibilità di vedere una stima del tempo rimanente prima che la batteria si scarichi, quando si abbassa il menu opzioni per Android. La stima non sarà necessariamente precisa, ma verrà comodamente posizionata al posto della percentuale di batteria rimasta. Un piccolo cambiamento, ma che ci aspettiamo venga apprezzato.

Products Sans, il font proprietario di Google, verrà utilizzato ovunque, dando più uniformità nell’interfaccia rispetto alla situazione attuale. La maggior parte degli utenti non noterà nemmeno questo cambiamento, ma è bello vedere che Google si sta impegnando nel curare i dettagli (cosa che non hanno sempre fatto).

Inoltre, ci sarà più possibilità di gestire e personalizzare i temi e i menù. Andando a scorrere nelle opzioni per sviluppatore (che di solito si attivano premendo più volte Numero di Build nelle impostazioni), si possono cambiare i font di default e “accent color”. Non siamo ai livelli del OnePlus 6T, ma è un inizio.

Device-Theming-Android-Q-Beta-1

(foto da 9to5google.com)

Altri cambiamenti in Android Q

Con Android Q Google ha accorciato i tempi per trasferire dati tra app, riducendo il lag dovuto al fatto che non c’era per gli sviluppatori la possibilità di scegliere il metodo di trasferimento preferito.

Google ha aggiunto la possibilità di condividere la password del Wi-Fi con un codice QR. Opzione già praticabile su Android, ma non con un’app di sistema. Ora potrete invitare gente a cena a casa vostra senza passare i primi dieci minuti della serata ad urlare numeri e punti esclamativi.

Infine, in Android Q Google ha aggiunto un pulsante per le emergenze nel menù delle impostazioni rapide, che si possono abbassare dalla sezione notifiche. Forse è un cambiamento minore, ma è sempre meglio avere un’opzione in più per questo genere di cose.

Le novità arriveranno anche nei prossimi mesi, e vi terremo informati se dovesse esserci qualcosa di importante. Ma per adesso, cosa ne pensate di queste opzioni? Che opinioni vi siete fatti? Fateci sapere nei commenti!

 

 


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