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Anche Microsoft fa ascoltare Skype e Cortana a operatori umani

15 Agosto 2019 in Società

Anche Microsoft non è estranea allo scandalo che, nelle ultime settimane, ha riportato alla luce quanto poco le aziende della Silicon Valley tutelino la privacy dei propri utenti. E riscrivendo le policy, ha dovuto ammettere che operatori umani ascoltano le registrazioni di Cortana e Skype. Proprio come è successo con Google, AmazonFacebook e Apple.

Cortana

Microsoft fa ascoltare le vostre richieste a Cortana, e le traduzioni di Skype

A dire il vero, Microsoft andrebbe anche oltre a quanto fatto dalle altre aziende. Infatti, oltre a far ascoltare ad operatori umani quello che avete detto a Cortana su tutte le piattaforme, compreso il PC, Microsoft fa anche ascoltare le traduzioni fatte da Skype (non le conversazioni e le chiamate, ma solo le traduzioni).

Ma a differenza di quanto fatto da Apple e Google, Microsoft non sembra avere nessuna intenzione di fermare questa pratica. L’azienda di Redmond, al momento, sembra limitarsi a cambiare le policy sulla privacy.

Potete consultare le policy modificate qui. Tuttavia, vi riportiamo i brani rivelatori qui sotto:

L’elaborazione dei dati personali per tali scopi include metodi di elaborazione automatizzati e manuali (umani). I nostri metodi automatizzati sono spesso correlati e supportati dai nostri metodi manuali. […]

Esaminiamo manualmente i brevi frammenti di un piccolo campionamento di dati vocali che abbiamo eseguito per annullare l’identificazione al fine di migliorare i comandi vocali, come il riconoscimento e la traduzione.

Quella piccola parentesi (umani) è un modo piuttosto riduttivo di gestire il problema di cui buona parte del web sta parlando ormai da settimane.

microsoft fa ascoltare cortana a operatori umani

Cosa direbbe Master Chief?

Tutta la Silicon Valley deve prendere la privacy più seriamente

Come abbiamo sostenuto anche negli altri casi legati alle altre aziende, capiamo l’esigenza di fare ascoltare le richieste all’assistente vocale per migliorarne la comprensione. I sistemi basati sul machine learning, come la maggior parte dei sistemi di riconoscimento vocale, hanno bisogno di un feedback umano. Semplicemente, è il modo più sicuro e veloce per correggere eventuali errori, e migliorare l’IA.

Tuttavia, la cosa aberrante è che nessuna di queste compagnie abbia pensato fosse necessario chiarire con gli utenti che le loro conversazioni sarebbero state ascoltate da operatori umani, nella maggior parte dei casi nemmeno dipendenti dell’azienda, ma in subappalto. Questo avrebbe probabilmente inciso sulle conversazioni con Cortana, o Siri o Alexa.

Inoltre, sebbene Microsoft offra una dashboard per la privacy da dove rimuovere le conversazioni vocali, il tutto è piuttosto macchinoso. E soprattutto, non impedisce che le conversazioni registrate vengano analizzate da operatori (umani).

Apple assicura che in futuro darà l’opzione per evitare che le registrazioni vengano ascoltate. Ma al momento, è la sola ad aver fatto questa promessa, peraltro non ancora mantenuta. Quindi, se teniamo alla nostra privacy, dobbiamo continuare a stare attenti. E dobbiamo continuare a scandalizzarci per questi abusi, e tenere alta l’attenzione finché non saranno presi provvedimenti.

 


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